LA NATURA NEL CORE


La meraviglia della natura entra nel Centro Oncoematologico di Reggio Emilia.
A renderlo possibile “La natura nel CORE: una foto per la ricerca”, il progetto promosso dalla Fondazione GRADE Onlus in collaborazione con il fotografo reggiano Stefano Barbuti, che sarà attivo da marzo a dicembre 2016.

L’artista ha donato al Gruppo Amici dell’Ematologia decine di fotografie, che fanno parte della sua collezione di soggetti naturalistici, in vendita per raccogliere fondi a favore della ricerca scientifica.

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Le fotografie sono numerate, stampate in formato 60×80 cm, montate su forex e disponibili per privati e aziende presso la sede di GRADE presso l’Arcispedale Santa Maria Nuova – IRCSS di Reggio Emilia.

Le foto vendute – con un’offerta minima a partire da 300 euro – orneranno i corridoi e gli studi medici del nuovo Reparto di Ematologia all’interno del CORE e riporteranno una targhetta con il nome del donatore.

Le donazioni raccolte saranno devolute a IOxTE… moltiplica la ricerca!, il progetto di GRADE pensato per finanziare esperienze scientifiche presso centri di ricerca di fama internazionale (in Italia e all’estero) a medici e ricercatori del Reparto di Ematologia. L’obiettivo è contribuire all’eccellenza del nuovo CORE, garantendo una crescente innovazione scientifica.

Scopri di più sul progetto “IOXTE… moltiplica la ricerca!” >>


Come aderire all’iniziativa?

  • Scegliere una o più foto sul sito web di GRADE (vedi di seguito)
  • Versare l’importo della donazione tramite bonifico bancario (Banca CREDEM – IBAN: IT31S0303212804010000012000) o bollettino postale (conto corrente postale n. 10680429) indicando nella causale “Donazione progetto La natura nel CORE
  • Consegnare copia della ricevuta alla Fondazione GRADE Onlus (presso viale Risorgimento 80 a Reggio Emilia o via e-mail a info@grade.it).

Scopri le foto ancora disponibili!

Le caselle in rosso corrispondono alle foto già vendute

 


La parola a chi ha reso possibile “La Natura nel CORE”…

“Mi è stato chiesto il perché di questo mio gesto – ha detto il fotografo reggiano Stefano Barbuti – Più volte ho cercato dentro di me la risposta. Soddisfazione personale? Certamente. Orgoglio? Anche. Protagonismo? Sicuramente sì. Nelle tante ore che trascorro nelle oasi faunistiche ho la possibilità di vivere momenti indimenticabili, e a me sconosciuti, e di pensare. Di pensare che l’uomo ha la fortuna di vivere in un mondo meraviglioso, di cui spesso però ignoriamo la bellezza e la fragilità, di cui non consideriamo che è un tutt’uno con la nostra vita e di cui dimentichiamo che anche noi ne facciamo parte. Ecco che la vita mi offre questa opportunità, questa grande occasione di essere uomo con la “U” maiuscola, di riconciliarmi con quello che è l’essenza della natura: il rispetto. La mia risposta? L’ho fatto per soddisfazione personale, per orgoglio e protagonismo; la soddisfazione che la mia grande passione sia utile per l’uomo, l’orgoglio che le mie foto possano essere la linfa di nuova speranza, la fortuna di essere protagonista di un progetto speciale”.

 

***

“Negli anni trascorsi all’interno di questa struttura – spiega Francesco Giuriati, gestore dell’edicola Il Ghirigoro – ho toccato con mano tante situazioni di difficoltà. Persone che si sono trovate ad affrontare malattie importanti e che hanno trovato all’interno del Santa Maria Nuova professionalità, gentilezza e disponibilità. Spesso mi sono chiesto cosa avrei potuto fare di concreto per valorizzare queste meravigliose risorse. L’occasione l’ho avuta incontrando Francesco Merli, Direttore del Reparto di Ematologia, e Roberto Abati, Direttore Generale Fondazione GRADE Onlus, con i quali stiamo dando corpo a questo progetto a favore della ricerca: il ricavato della raccolta fondi di cui mi faccio promotore, mettendo a disposizione uno spazio espositivo all’interno del mio punto vendita, contribuirà a finanziare borse di studio per medici e ricercatori per dare una speranza a chi, purtroppo, è malato. Affetto, amicizia, comprensione, sensibilità e competenza di medici e personale, mi hanno fatto capire che tutti noi possiamo essere protagonisti di un disegno più ampio, che può portare benefici alle persone che soffrono. Spero che il mio contributo sia d’esempio per chiunque non abbia ancora trovato la strada da percorrere in tema di solidarietà, perché questa sfida diventi la sfida di tanti”.

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