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I valori condivisi avvicinano le persone, anche distanti: lo ha dimostrato la cena “virtuale” GRADE

Interventi, testimonianze e collegamenti a sorpresa su Telereggio, anche di Ligabue

Tutti hanno avvertito una vicinanza concreta, anche se quest’anno non è stato possibile vedersi faccia a faccia. Ma i valori condivisi di solidarietà, attenzione alla comunità e aiuto reciproco hanno reso la serata natalizia del GRADE un grande successo. Non è stato possibile realizzare la consueta cena alle Fiere di Reggio, che ogni anno radunava più di 1500 persone, ma la trasmissione in diretta su Telereggio, condotta da Manuela Catellani, per dare occasione a tutti di brindare insieme alla Fondazione, ha visto molti interventi, testimonianze e collegamenti, le canzoni di Sophie e Margot Corrias, moltissime foto e messaggi mandati in diretta dagli ascoltatori, per una successione di momenti divertenti, commoventi, profondi ma anche leggeri, che hanno offerto una panoramica sul passato, il presente e il futuro della Fondazione GRADE Onlus.

Insieme alla conduttrice, lungo la serata è stata costante la presenza del Presidente del GRADE dottor Francesco Merli, collegato da casa proprio perché positivo al Covid. Merli, che comunque ha mostrato di essere in buone condizioni, ha iniziato rivolgendo un “benvenuto” a tutti gli spettatori ma anche “un ringraziamento al personale ospedaliero, medici, infermieri, Oss, personale ausiliario, e tutti quelli che sono i protagonisti della nostra storia e anche di questa fase in cui si sta compiendo un grande sforzo per rispondere a un’emergenza sanitaria senza precedenti”.

Tra i primi collegamenti istituzionali, c’è stato quello del Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: “Sono venuto regolarmente alla cena in presenza del GRADE, e mi fa piacere essere stasera con voi e abbracciare virtualmente il dottor Merli. L’esperienza del GRADE è straordinaria, in un territorio a sua volta straordinario: l’Emilia-Romagna ha il numero più alto di volontari in relazione agli abitanti, sono persone che tolgono una parte del loro tempo da dedicare agli affetti, ai propri interessi, per donarlo agli altri. Un’esperienza radicata nel territorio reggiano, e anche questa fase di pandemia ci ha mostrato che abbiamo bisogno di una sanità pubblica più forte, ma della sanità reggiana possiamo andare orgogliosi”.

Il Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha aggiunto che “alcune delle più rilevanti eccellenze della nostra sanità sono legate al GRADE. Anche se non possiamo essere insieme perché questo è senza dubbio un anno anomalo, lasciatemi dire che sono fiero di come la sanità e la comunità reggiana hanno reagito a questa situazione senza precedenti, che qui è stata gestita e non soltanto subita. Questo è stato un anno che ci ha ricordato come la sanità pubblica debba essere sempre considerata un valore primario, ci ha ricordato l’importanza della scienza e della ricerca”.

Per il Presidente della provincia di Reggio, Giorgio Zanni “abbiamo potuto contare su un sistema in grado di reggere all’emergenza, anche se a costo di sforzi enormi, grazie alla professionalità e al cuore del personale sanitario, e al contributo fondamentale del volontariato. Grazie a chi dona e si dona alla comunità”.

È poi intervenuta la dottoressa Cristina Marchesi, Direttrice generale dell’Ausl – Irccs di Reggio Emilia: “GRADE sta per Gruppo Amici dell’Ematologia, ma in realtà sono anche amici di tanti altri reparti del Santa Maria Nuova: la Fondazione ad esempio ha sostenuto le spese alberghiere di tutti i professionisti in entrambe le fasi del Coronavirus, consentendo loro di poter lavorare senza rischiare di contagiare i loro familiari a casa e anche ospitando quelli arrivati da altre province e regioni. L’Ematologia ha anche reso disponibili alcuni professionisti, e donato molti macchinari ai reparti più colpiti dall’emergenza Covid”.

Nel corso della serata sono stati poi ripercorsi i più di 30 anni di storia del GRADE, attraverso passaggi storici come le camere a bassa carica microbica inaugurate, con il contributo dell’Associazione, nel 1998, il costante sostegno alla ricerca con il progetto Linfocare e la collaborazione della Fondazione Giulia Maramotti dal 2002, e poi il sogno del CORE. Che, come hanno raccontato il dottor Merli e il Direttore del GRADE Roberto Abati, è nato una sera a casa di Francesco Merli: “ci dovevamo confrontare con spazi non più idonei a quella che era diventata la Struttura Complessa di Ematologia, e abbiamo pensato all’idea del centro oncoematologico, che a noi stessi allora sembrava un sogno irrealizzabile. La svolta definitiva è avvenuta con una riunione di pazienti, che hanno subito aderito con entusiasmo, evidenziando che avevamo colto un’esigenza ben presente. I pazienti si sono sentiti uniti, hanno capito la loro forza. Poi abbiamo coinvolto il Direttore generale, che allora era il dottor Ivan Trenti, poi il Presidente della Regione Emilia-Romagna che era Vasco Errani, e da lì è iniziato tutto. Tra le iniziative a sostegno del progetto ci fu la prima Cena di Natale nel 2007, e parteciparono già 700 persone, ma l’anno dopo erano diventate 1400. Fino ad arrivare in 5 anni dalla posa della prima pietra all’inaugurazione del CORE nel giugno 2016. Il CORE è stato un volano, abbiamo preso coscienza delle possibilità che avevamo, e da lì sono seguiti progetti come Pet Puzzle per la nuova Pet, GRADE-No-Limits per sostenere 5 dottorati di ricerca e l’acquisto del Digital Spatial Profiler, la raccolta straordinaria per i reparti più colpiti dal coronavirus, e l’ultimo traguardo raggiunto, la nuova SPECT-CT e il quinto anello per la PET che ora è la più avanzata in Italia”. Passaggi storici, ricordati con grande affetto dalla ex Direttrice Generale Ausl Antonella Messori, e anche dal Presidente onorario della Fondazione, dottor Paolo Avanzini e dall’ex Vicepresidente, dottor Luciano Masini, che hanno sottolineato l’obiettivo perseguito negli anni: “rendere questa realtà sempre più vicina alle persone, con diagnosi e cure più mirate, e questa attenzione e capacità di coinvolgimento è diventata la caratteristica del GRADE. Fin dall’avvio dell’Ematologia a Reggio avevamo capito che si potevano compiere grandi passi avanti, noi che c’eravamo lo ricordiamo bene: siamo passati da day hospital alla struttura complessa, con un’avventura meravigliosa che continua. Per fare un esempio: sul mieloma 25 anni fa avevamo un unico farmaco disponibile, ora almeno 10 linee di terapia grazie alla ricerca”. Con una certa commozione, è intervenuto anche l’ex Direttore generale Ausl Fausto Nicolini, che ha sottolineato come il GRADE sia “un punto di riferimento per tutta la provincia. Nel nome GRADE c’è la parola amicizia, e comprende tutti questi concetti di condivisione, partecipazione, amore che possiamo cogliere nelle parole delle infermiere, dei pazienti, dei medici. Amore che è alla base del concetto stesso di cure mediche”.

Sono poi seguite, tra tante immagini arrivate dagli spettatori, messaggi di ringraziamento e di saluto, testimonianze di ex pazienti, come Matteo Stevani, Luca Fabbris, Sara Mortara, che hanno raccontato lo shock dell’impatto con la diagnosi della malattia, e il faticoso percorso verso la guarigione, sempre costantemente sostenuto dai medici, infermieri e Oss dell’Ematologia. Il lato umano del reparto è emerso da tutte le testimonianze, e anche dai ringraziamenti arrivati in diretta alle operatrici Doria Valentini, infermiera, Marianna Canelli, Oss, e la caposala dell’Ematologia Cristiana Caffarri, che attraverso le loro parole, e soprattutto la capacità di dialogare direttamente con le persone che hanno mandato i messaggi, hanno mostrato quanto nel percorso ospedaliero si formino rapporti profondi e duraturi. Ma la base del GRADE sono ovviamente i suoi volontari, come Daniela Borghi e William Reggiani, che hanno ripercorso anche loro un’evoluzione della Fondazione, dal primo banchetto realizzato ormai tanti anni fa in piazza per San Prospero, montato insieme a medici e infermieri, per poi passare alle tante attività tra tombole, tornei di pinnacolo, concerti, grandi eventi come la Festa della Birra di Reggiolo, “che speriamo tutti di tornare a proporre presto”. E non potevano mancare i ringraziamenti ai volontari di Reggiolo, Bagnolo, Cavriago, Salvaterra, e di tutti i luoghi in provincia “da Ligonchio al Po”, che negli anni hanno proposto attività a favore di GRADE.

Un discorso specifico lo hanno meritato anche i personaggi famosi che si sono spesi a favore della Fondazione, ed ecco scorrere le immagini dei concerti di Ligabue nel 2011 al PalaBigi, il 50° di Pavarotti, Franco Battiato al Valli, Enrico Ruggeri, ancora Ligabue nel 2017. Il rocker di Correggio ha inviato un video messaggio a sorpresa, per trasmettere “Un abbraccio al GRADE e agli operatori del CORE, un centro di eccellenza a Reggio di cui dobbiamo essere fieri”. La parte conclusiva della trasmissione è stata dedicata all’importanza dei progetti di ricerca, con le testimonianze di Stefano Luminari, Ematologo e ricercatore, Caterina Mammi, biologa e data-manager, Angello Fama, ematologo, che hanno relazionato sulle loro esperienze di studio e sui progetti avanzati che stanno andando avanti coinvolgendo il CORE e grazie al sostegno del GRADE.

Una serata davvero riuscita, che non ha fatto sentire troppo la mancanza della cena in presenza: molto significativo anche il dato dei kit che nelle scorse settimane sono stati ricevuti dietro una donazione dagli spettatori per brindare insieme e farsi gli auguri in diretta: più di 1200. Ma l’augurio di tutti è stato comunque quello di rivedersi il prossimo anno faccia a faccia.