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Sara

Per me Grade è un’onda premurosa, che culla l’ostrica nel suo dolore e ne raccoglie e custodisce la perla che ne scaturisce.

 

Oggi Sara ha 26 anni e la sua storia inizia a febbraio 2012…

“Nel 2012 avevo 18 anni, ero all’ultimo anno di liceo classico. Una sera, a letto, avverto un tremendo prurito ad entrambi i piedi: inizio a strofinarli l’uno contro l’altro, non ci do troppo peso, mi addormento, la mattina dopo sto bene come sempre. Qualche giorno dopo, sempre a letto, la sera, lo stesso prurito. E così per due mesi. Grattandomi mi procuro delle ferite a piedi e caviglie, ma arriva l’estate e il prurito si placa per un paio di mesi. Il dermatologo parla di dermatite atopica, che migliora d’estate. A settembre ricomincia il prurito ma questa volta dai piedi sale alle gambe, al torace, alle braccia, alle mani, alla testa, al viso: non c’è un centimetro del mio corpo che venga risparmiato. Si definisce “prurito” perché questa è la sensazione “conosciuta” che più gli assomiglia, ma è molto di più: l’ho sempre definito un “bruciore del sangue”, ardevo dentro, sotto la pelle e nessuno capiva. Esami del sangue perfetti, test allergologici negativi, quindi si passa alla diagnosi di ansia e agli antidepressivi. La situazione però peggiora sempre più e io sono esaurita e rassegnata. Arriva il 2013, ho il corpo pieno di piaghe, il prurito non mi fa dormire da mesi, inizia una tosse secca e una tachicardia. “È solo un po’ di tosse unita all’ansia”. Sto impazzendo. Ma la vita decide di darmi le risposte che finora nessuno è riuscito a trovare: l’11 maggio 2013 ho un colpo di sonno mentre sono alla guida, ho un incidente in cui mi incrino una vertebra, mi portano in ospedale, mi fanno una lastra per controllare la schiena. A un certo punto tutti iniziano ad agitarsi, a chiedere consulti: c’è una macchia enorme nel mediastino. Tac: una massa di 13 cm nel petto e un’altra più piccola sotto la clavicola. Linfoma di Hodgkin. Quello fu per me un giorno bellissimo: avevo trovato una risposta a quel calvario senza nome e ora avevo davanti a me una strada che potevo percorrere. Dalla rassegnazione e la resa ero passata alla lotta e questo mi dava forza. 6 cicli di chemio, polmonite tossica da bleomicina, 25 kg in più, pelata, dolorante, ma libera e grata. I 5 anni di follow up appena terminati non sono stati facili. Ad ogni controllo la mia vita andava “in pausa”, in attesa di sapere se avrei potuto riprenderla da dove era rimasta. Ma 7 mesi fa si è chiuso un cerchio importante ed è nata la mia piccola Mia, dopo una gravidanza piena di ansie ma spontanea e fisiologica. E ora lei è il simbolo della mia seconda occasione di vivere, il mio germoglio in mezzo alla neve.”




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