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11 giugno: una giornata da ricordare

La giornata di sabato 11 giugno è iniziata con la presentazione del libro “CORE La bella utopia”, a cura del direttore di GRADE Roberto Abati e dello scrittore Pino Salerno.
All’evento hanno preso parte, oltre agli autori, anche Francesco Merli, direttore del reparto di Ematologia del Santa Maria Nuova, Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e Alessandro Di Nuzzo, il direttore editoriale della casa editrice Aliberti, che ha pubblicato il volume.

Il sindaco Vecchi e il presidente Manghi hanno introdotto il dibattito, ponendo l’accento sul grande risultato raggiunto dalla nostra città e ringraziando la Fondazione GRADE Onlus per aver aggiunto al progetto una dimensione comunitaria che ha coinvolto tutta la cittadinanza.

“Una città, Reggio Emilia, che può dire al mondo di avere strutture di livello internazionale sia nella sanità che nel sistema educativo è una città che ha i fondamentali in regola per guardare con lucidità e consapevolezza a tutti i problemi del proprio tempo” ha detto il sindaco.

“A che cosa serve l’utopia? – ha aggiunto Manghi – Serve per continuare a “camminare”. Io credo che il CORE sia la dimostrazione di questa utopia, che deve accompagnare la nostra quotidianità nella realtà dei fatti concreti e della credibilità che oggi presentiamo. Non solo a Reggio Emilia, ma a tutta l’Italia.”

La parola è poi passata agli autori e ai relatori.

“L’idea era quella di fare un qualcosa che rimanesse – ha commentato Roberto Abati – La storia delle persone, dei volontari, dei famigliari e dei pazienti che hanno accompagnato il CORE andava scritta.
Il titolo “La bella utopia” non è casuale, perché abbiamo la pretesa di far sognare la gente. È necessario che tutti imparino a sognare e non si scordino mai di farlo. Questo nella vita, nel lavoro, nella malattia”.

Ha aggiunto Pino Salerno: “Il libro è nata da una provocazione, se vogliamo. Nell’epoca in cui vigono l’online e la tecnologia informatica e in cui tutto si perde, il libro è un’acquisizione importante, che resta. Spero che qualcuno, anche altrove, specie nel mio Meridione, prenda questo progetto come modello di riferimento. Il vostro sogno non deve fermarsi qui”.

“Il volume non dà ragione di tutto il lavoro che c’è stato dietro, ma è inevitabile che sia così – ha commentato Francesco Merli – Per inserire gli interventi di tutti ci sarebbe voluta una Treccani! Il libro vuole essere simbolico, significativo di quello che ha rappresentato questa impresa del CORE. Questo non solo per il GRADE, ma anche per la cittadinanza, per la città e per la provincia. Questo sarà un ospedale di tutta la provincia e credo proprio non ci si fermerà ai nostri confini”.

Alessandro Di Nuzzo ha affermato: “Il compito della casa editrice Aliberti sarà quello di diffondere il più possibile il libro: faremo tante presentazioni, cercando di portare questo modello e queste buone pratiche in tutta italia.
Tutti i proventi andranno al GRADE, a questa straordinaria realtà”.

Il ministro Graziano Delrio ha voluto essere presente in veste non ufficiale, partecipando al grande girotondo organizzato dalla Fondazione e commentando così: “Fa molto piacere vedere tanta gente, è stata una storia bellissima che trova oggi una degna conclusione. Un progetto a cui abbiamo lavorato per tanti anni, ma il contributo delle istituzioni è stato piccolo, quello più grande lo hanno dato i malati, gli operatori sanitari e i volontari, tantissimi, che ci hanno creduto, dimostrando che l’ospedale è un bene di tutti.”

Nel pomeriggio è poi avvenuta l’inaugurazione ufficiale del Centro, alla presenza delle autorità e del presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Foto di Corrado Bertozzi:

Foto di Marco Bonazzi: