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Report Ematologia

Grade Onlus / La Fondazione / Report Ematologia

Arrivare in alto è difficile
più difficile è rimanerci

Se non fosse che siamo un reparto ospedaliero, e non una azienda che produce beni di consumo, potremmo dire che per l’Ematologia il 2019 è stato una sorta di anno dei record.

Dal punto di vista dell’attività clinica per la prima volta abbiamo raggiunto i 50 trapianti, il numero dei ricoveri ha sfiorato quota 300 e l’attività ambulatoriale, già elevatissima, ha superato le 40.000 visite annue. Parallelamente l’attività scientifica ha confermato il numero massimo di pubblicazioni raggiunto l’anno precedente, ma con un incremento dell’impact factor.

Questi risultati hanno trovato conferma nell’attenzione riservataci dalla Direzione Aziendale con la regolarizzazione di tre medici precari (Angelo Fama, Micol Quaresima e Melissa Campanelli) e con l’assegnazione di una Struttura Semplice dedicata alla ricerca a Stefano Luminari. Tali decisioni aziendali sono state la notizia più bella sia per il riconoscimento al lavoro dell’Ematologia, ma ancora di più per il percorso personale dei singoli professionisti.

E nel 2019 per la prima volta abbiamo avuto l’opportunità, con l’insostituibile supporto di GRADE, di usufruire di due dottorati di ricerca (Fulvio Massaro e Domenico Penna). Di grande importanza anche l’accreditamento Jacie per il trapianto allogenico.

Ma il dato più significativo dell’anno trascorso è rappresentato, a mio avviso, dall’ulteriore incremento della mobilità attiva da altre province, pur essendo collocati in una regione con ben nove Ematologie. Nel 2019 il 30% dei nostri ricoveri proveniva da fuori provincia e in ambito regionale a fronte dell’assenza di migrazione verso il capoluogo (sede di una Ematologia di riferimento nazionale), i dati di confronto con le province limitrofe sono inequivocabili con un rapporto di ricoveri in entrata e in uscita di 29:2 con Modena e 21:1 con Parma che si conferma (rispettivamente 17:1 e 7:1) anche in termini di valore delle prestazioni erogate.

I numeri che ho citato non devono essere letti come un punto di arrivo o un percorso concluso: sono prima di tutto l’espressione di un grande sforzo collettivo (medici, coordinatrice infermieristica, infermieri, OSS, segretarie, data manager, psicologa, GRADE) in cui nessuna componente è secondaria e per il quale sono debitore a tutti.

Non va dimenticato però che la cosa più difficile, quando si è cresciuti molto, è confermarsi e, possibilmente, migliorare. Questo richiede che non vi siano cali di tensione, una attenzione massima tanto da parte di chi è dedicato alla parte assistenziale che di chi è coinvolto nella ricerca.

Ognuna di queste attività ha come fine ultimo, in modo diretto o indiretto, la salute del paziente che ci è affidato e questo non ci consente rilassamenti. Molto è stato fatto, ma quello che rimane da fare è di più: penso alla possibilità di effettuare trapianti da donatore non famigliare, alla definizione di un gruppo ben definito di giovani ricercatori sotto la guida di Stefano Luminari, al periodico aggiornamento dei nostri percorsi organizzativi in relazione al mutare delle esigenze (un esempio paradigmatico è quanto ci ha richiesto in questi mesi l’emergenza Covid19).

Sì, abbiamo ancora tanto da fare.

Francesco Merli, Presidente Fondazione GRADE Onlus

Report Ematologia

Ogni anno GRADE redige un report che riporta i risultati e i dati raggiunti dal Reparto Ematologia per tracciare l’efficacia dell’attività del reparto. Nei Report sono riassunti i medici coinvolti e gli obiettivi raggiunti nell’anno in corso, raffrontati con i dati degli anni precedenti.
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