Report Ematologia

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L’Ematologia nell’anno del COVID

La sera di venerdì 21 Febbraio 2020 veniva annunciato il primo caso italiano di polmonite da COVID19, diagnosticato a Codogno. Da quel momento, come è cambiata la vita di tutti, inevitabilmente è cambiata anche quella dell’Ematologia di Reggio nella sua quotidianità.
Il primo obiettivo, che ci ha accompagnato nel corso di tutta la pandemia, è stato mettere il più possibile in sicurezza il fragile tesoro che ci è stato affidato: i nostri pazienti, probabilmente i più esposti dell’Ospedale alle insidie del virus per la l’immunodepressione correlata alla loro diagnosi e alle terapie a cui sono sottoposti. Domenica 23 Febbraio, senza alcun elemento concreto a supporto e senza alcuna indicazione in merito, ma solo sulla base di considerazioni prudenziali e di una istintiva inquietudine a quella prima notizia, eravamo in Ematologia per decidere quali contromisure adottare. Lunedì 24 Febbraio alle 7, alla riapertura al pubblico del day hospital, la sala d’attesa era già tappezzata di manifesti che comunicavano i primi cambiamenti: il sofferto divieto di accesso ai parenti sia in day hospital che in degenza, obbligo della mascherina (che veniva distribuita dalla segreteria) per quanti stazionavano in sala di attesa, obbligo di usare i disinfettanti per le mani. Il personale tutto indossò quella mascherina che non avrebbe più smesso, nonostante, in quella iniziale incertezza, venissi raggiunto da una telefonata che mi comunicava che “medici dell’Ematologia erano stati visti al bar con la mascherina e che questo generava allarmismo nella popolazione…”.

Continuammo ad usarla e fu una disobbedienza lungimirante. Solo pochi giorni dopo la mascherina divenne, per decreto, obbligatoria per tutti. Cominciò un lungo periodo, non ancora concluso, di isolamento sempre più forzato, che per un breve periodo, di fronte alla diffusione del virus anche
all’interno delle mura ospedaliere, ci costrinse anche ad alcune settimane di guardie autonome rispetto al dipartimento.

Nonostante tutto, ci rendevamo conto di essere dei privilegiati rispetto ad altri reparti del Santa Maria, sottoposti a carichi di lavoro massacranti per il loro essere in prima linea nel contrastare la pandemia. Avevamo la consapevolezza, come Ematologia, di essere parte di una realtà più grande. Per questo motivo alcuni infermieri (Janiny Cardoso Silva e Alessandra Morini) e medici (Melissa Campanelli, Angela Ferrari, Angelo Fama, a cui si sarebbero poi aggiunte nel 2021 le neo-contrattiste Elisabetta Lugli e Maria Elena Nizzoli) 4 prestarono periodi di servizio, nel caso di Janiny anche di parecchi mesi, presso altri reparti.

A loro va la mia personale gratitudine. Per lo stesso senso di appartenenza, accanto a questo impegno del personale dell’Ematologia c’è stata la mobilitazione del GRADE che ha portato alla donazione di circa 700.000 euro per strumentazioni a favore dei reparti maggiormente coinvolti nella lotta al COVID.
Le cifre che leggerete di seguito relative all’attività svolta in Ematologia nel 2020, con una naturale flessione nei numeri (le prestazioni ambulatoriali, ad esempio, furono bloccate per alcuni mesi), sono figlie di questa situazione. Quello che le cifre non dicono è la difficoltà di lavorare con tempi che risultano oltremodo dilatati per la necessità di avere i tamponi pre-ricovero, di tutelare la sicurezza degli operatori… e soprattutto l’effetto a valle della pandemia sul nostro reparto, fatto di diagnosi ritardate e conseguenti quadri clinici eclatanti per la paura dei cittadini di recarsi in Ospedale. Fra i danni della pandemia c’è stato anche questo e non è stato certo il minore.

Uniche cifre con segno positivo di questo report sono quelle della ricerca, mai così numerosa in termini di pubblicazioni e di personale dell’Ematologia che ha partecipato alla produzione scientifica. Significa che la vocazione alla ricerca è ormai entrata nel DNA del nostro reparto.
In conclusione, a commento di un anno tanto sofferto, occorre ricordare quale è stato l’esito dei nostri sforzi: nessuna prestazione indifferibile, trapianto o chemioterapia che fosse, è stata annullata o nemmeno rinviata e ad oggi non abbiamo avuto nessun caso di infezione da COVID in degenza. Ma soprattutto mi piace sottolineare la sostanziale tenuta del gruppo, nonostante le assenze improvvise per COVID di alcuni operatori e lo stress a cui sono state sottoposte le nostre vite non solo in ambito lavorativo.

Professionalità, capacità di rasserenare i pazienti, spirito di collaborazione nelle difficoltà non sono mai venute meno. Per lunghi periodi, non fosse stato per le mascherine che ci ricordavano la realtà, avrei detto che tutto procedeva come sempre. Dietro le mascherine di segretarie, data manager, OSS, infermieri, coordinatrice e medici ho visto spesso il consueto sorriso.
Di questo, anche a nome dei nostri pazienti, vi sono più di ogni altra cosa debitore.

Francesco Merli, Presidente Fondazione GRADE Onlus

Report Ematologia

Ogni anno GRADE redige un report che riporta i risultati e i dati raggiunti dal Reparto Ematologia per tracciare l’efficacia dell’attività del reparto. Nei Report sono riassunti i medici coinvolti e gli obiettivi raggiunti nell’anno in corso, raffrontati con i dati degli anni precedenti.
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