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Il #primaditutto Team ha partecipato alla Maratona di Reggio Emilia

Il #primaditutto Team, il gruppo di atleti patologici (oncologici, cardiopatici, disabili…) capitanato da Giovanna Rossi e Marina Davolio, ha affrontato la sua prima sfida: domenica 11 dicembre ha corso con due staffette la Maratona di Reggio Emilia.
Il team è nato dopo l’esperienza di Prima di Tutto del maggio scorso, quando Giovanna, Marina e Catia Cantarelli hanno corso la gara di triathlon del Challenge di Rimini nonostante i loro problemi di salute, per sensibilizzare sui temi della salute e della prevenzione oncologica.

Al termine di questa esperienza, Giovanna e Marina hanno sentito il bisogno di condividere con altri le emozioni, le fatiche e le soddisfazioni provate attraverso lo sport, l’allenamento e il raggiungimento degli obiettivi prefissati: il #primaditutto Team si è quindi configurato come un tramite per raccontare e dare supporto alle sfide di altri atleti con problemi di salute.

Il gruppo è nato a Reggio Emilia ed è seguito dall’allenatore e riabilitatore cardiologico Gabriele Torcianti. Si stava allenando da mesi per affrontare al meglio la Maratona, sempre tenendo presente il motto “le nostre storie la vostra sfida”.
Il team vuole dimostrare che lo sport può essere una valida terapia, sia per il corpo che per la mente, e che può essere di enorme beneficio nell’affrontare la malattia e la convalescenza che ne consegue.

Domenica 11 dicembre le due staffette hanno percorso i 42 km, dividendosi il percorso a seconda delle possibilità di ciascuno e arrivando insieme al traguardo. I partecipanti avevano età e patologie diverse: Cesare ha un defibrillatore nel cuore, Giordana è stata operata di tumore ovarico, Anna ha subito l’asportazione di una parte di entrambi i polmoni, Rosy  ha combattuto un tumore alla mammella, come Federica e Chiara. Questi sono solo alcuni dei nomi che hanno dato un volto al #primaditutto Team.

Ecco alcune testimonianze di chi ha partecipato alla Maratona di Reggio Emilia insieme a questo fantastico gruppo.

Giovanna Rossi – ideatrice del progetto

 

“Un’esperienza davvero emozionante, per noi e per tutti coloro che ci hanno voluto accompagnare in questa avventura! Tante persone, anche esterne al gruppo vero e proprio, hanno voluto partecipare con le nostre due staffette: alla fine, sul traguardo, siamo arrivati ad essere una cinquantina! Ci ha fatto molto piacere poter affrontare la prima tappa di questo nuovo viaggio proprio nella nostra città, Reggio Emilia, e questo è solo l’inizio: per il prossimo anno e in futuro parteciperemo ad altri eventi sportivi. È importante avere obiettivi e queste persone speciali hanno dato sempre tutto, allenandosi anche al buio o con il freddo con grande allegria, volontà e determinazione.

Ho cominciato a fare sport dopo il mio secondo intervento. Ho dovuto imparare di nuovo a camminare e la riabilitazione mi ha dato la spinta per non fermarmi. Ascoltavo il mio corpo e capivo che se lo tenevo attivo i dolori diminuivano e io potevo tornare ad avere una vita normale, anzi, per certi versi una vita migliore di prima. I medici mi avevano detto che non avrei più portato a casa la spesa da sola e non avrei più preso in braccio mio figlio, invece guardatemi… faccio triathlon! Quando ho aperto il blog ho capito che non potevo più tenere per me tutto quello che stavo imparando, così  è nata prima l’avventura del Challenge Rimini e poi il #primaditutto Team.”

Marina Davolio – tutor del team

“La malattia ci ha insegnato che dobbiamo  vivere alla giornata, ma con un obiettivo si vive meglio! Io che sono sempre stata una sportiva ho capito quanto mi abbia aiutato avere un corpo in forma nel momento in cui ho dovuto affrontare l’intervento e le terapie per il tumore ovarico. Ho capito, soprattutto, quanto la fatica a cui mi aveva abituato lo sport sia stata fondamentale in alcuni momenti. Ricordo che facevo la radioterapia con una maschera che non mi faceva quasi respirare, chiusa dentro la tac… Ecco, quando non ne potevo più io, che di maratone ne ho corse tante,  pensavo… dai che è il 35esimo km… non mollare!”

Matilde Razzini, 36 anni, ha corso gli ultimi chilometri portando al traguardo la sua staffetta

“Nel 2013 mi hanno diagnosticato la leucemia promielocitica acuta, la vita ti cambia, tanto. Sono rimasta stesa in un letto 6 mesi, quando ho conosciuto grazie al GRADE la storia di Giovanna, Marina e Catia ho capito che le motivazioni esistono e quando sono iniziati gli allenamenti per la Maratona ho pensato… Questo è il mio momento, ora tocca a me!”

Cesare Tommasini – cardiopatico di Carpi

“La prima reazione, quando qualche anno fa mi hanno diagnosticato una cardiomiopatia è stata di paura. E la paura ti immobilizza. Poi ho capito che se ti muovi non solo puoi fermare la malattia ma puoi migliorare. La mia vita è molto cambiata. Quando mi sveglio alla mattina mi sento molto più attivo e più forte. Sono felice! Per me che fino allo scorso anno mi sembrava impossibile correre, l’idea di partecipare ad una maratona e rappresentare una squadra è meravigliosa.”

Gabriele Torcianti, allenatore del #primaditutto Team

“Ci stiamo impegnando per fare in modo che sempre più persone possano usufruire del nostro laboratorio, con l’obiettivo di rendere più numerosi e accessibili gli allenamenti. Lavoreremo in collaborazione con l’Asl affinché il gruppo di lavoro possa divenire anche la base per nuovi studi che riguardano la prevenzione secondaria del cancro e delle patologie cardiocircolatorie. Gli atleti che hanno aderito in questi primi mesi hanno dimostrato di avere tutte le carte in regola per essere una vera squadra. Raramente incontro una dose di positività, tenacia e forza paragonabile a quella di questo gruppo. La malattia può essere una grande maestra di vita.”

La Maratona di Reggio Emilia è stata solo la prima tappa del viaggio del #primaditutto Team, che continuerà il proprio lavoro per partecipare a nuovi eventi sportivi, nel 2017 e in futuro.

Il progetto ha il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e il sostegno dell’Associazione Grade Onlus e della Lilt di Reggio Emilia. Gli atleti si allenano attualmente al Calypso Life Club di Bibbiano, che per primo ha sposato l’iniziativa, insieme a professionisti e aziende che hanno fornito le loro prestazioni e materiale di supporto.

Per informazioni www.46percento.it/primaditutto