RICERCA O NON RICERCA

Ricerca o non ricerca?

40 mila petali di girasole
per donare 1,2 milioni di euro alla ricerca

DONA ANCHE TU! 1 petalo = 30 euro

Ricerca o non ricerca? Questo è il titolo della campagna GRADE 2021-2026 per la raccolta fondi a sostegno della ricerca scientifica. La Fondazione si impegna a raccogliere 1,2 milioni di euro in 5 anni per finanziare 2 importanti studi sui linfomi (Foll19 e Previd), che potranno introdurre innovativi protocolli terapeutici a livello nazionale.

Per raggiungere l’obiettivo finale, Ricerca o non ricerca propone di donare 40.000 petali di un girasole virtuale: tutti, privati e aziende, possono contribuire donando uno o più petali (1 petalo = 30 euro) per far crescere la ricerca!

A che punto è la raccolta fondi?

13.385

petali donati

401.645

euro donati

0

Grazie!

a tutti i donatori

Vuoi partecipare alla raccolta fondi?

Come donare

1 · Fai la tua donazione tramite bonifico bancario (Banca Credem – IBAN IT 31 S 03032 12804 010000012000 intestato a Fondazione GRADE Onlus), indicando la causale: DONAZIONE RICERCA O NON RICERCA.
Oppure fai la tua donazione direttamente presso la segreteria GRADE: piano terra del CORE | Orari: da lunedì a venerdì ore 9 – 15, sabato e domenica chiuso | Per info: t. 0522 295059

2 · Compila il modulo online per comunicare alla Fondazione GRADE Onlus la tua donazione: clicca qui per compilare il modulo >>

Obiettivo finale:
1.200.000 € = 40.000 petali
Donazione:
1 petalo = 30 euro
Chi può donare:
tutti, privati e aziende
Durata:
2021 – 2026 (5 anni)

Per i donatori

Tutti i donatori riceveranno una bustina di semi di girasole, simbolo di come insieme sia possibile far crescere la ricerca! È possibile ritirare la bustina presso la sede di GRADE (piano terra del CORE | Orari: da lunedì a venerdì ore 9 – 15, sabato e domenica chiuso | Per info: t. 0522 295059) o riceverla per posta.

Se lo desideri, il tuo nome e cognome (o il nome della tua azienda) sarà pubblicato sul sito GRADE nell’apposita sezione DONATORI.

In alternativa, potrai decidere di rimanere anonimo…

Con 40.000 petali fai crescere la ricerca!

Scopri di più su Foll19 e Previd

Chi sono i visi della campagna Ricerca o non ricerca?

Angelo, Annalisa, Rexhep e Valentina sono solo alcuni dei giovani medici ematologi e ricercatori impegnati negli studi Foll19 e Previd sui linfomi, condotti presso il Centro di Ematologia del CORE di Reggio Emilia, con il supporto di altri 50 Centri in tutta Italia.

Guidati dal Prof. Francesco Merli e dal Prof. Stefano Luminari, i due progetti di ricerca scientifica pongono così Reggio Emilia come capofila di una grande opportunità: creare nuovi protocolli terapeutici in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Oggi i linfomi in Italia colpiscono circa 15.000 nuovi pazienti ogni anno, con più di 40 nuovi casi al giorno. Per questo è necessario far crescere la ricerca coinvolgendo tutta la comunità che, grazie a un girasole, ora unisce ancora di più medici, ricercatori, pazienti e donatori!

Foll19

Studio FOLL19 per valutare se sia possibile ridurre la somministrazione di chemioterapia nei pazienti con Linfoma Follicolare che mostrano una risposta rapida ai trattamenti.

Sarà condotto su 650 pazienti trattati presso 50 centri italiani di ematologia.

“Il linfoma follicolare – spiega il Prof. Stefano Luminari, coordinatore del progetto – colpisce circa 2.500 persone all’anno in Italia. Risponde molto bene alle cure mostrando tuttavia una tendenza a recidivare negli anni. Il trattamento immuno-chemioterapico è richiesto solo nel paziente che mostra malattia in stadio avanzato e sintomatica e prevede la somministrazione di 8 cicli di immuno-chemioterapia seguiti da 2 anni di terapia di mantenimento. Alcuni autori, tra cui medici dell’ematologia di Reggio, hanno dimostrato che i pazienti che mostrano riposta completa già dopo i primi 4 cicli di terapia, presentano ottime probabilità di riuscita del programma facendo ipotizzare la possibilità di ridurne in parte l’intensità. Intendiamo capire se, riducendo il trattamento in questi pazienti, la cura sia efficace come il trattamento completo”.

Previd

Studio per valutare se sia possibile migliorare l’efficacia del trattamento immunochemioterapico standard nei pazienti anziani con linfoma a grandi cellule B con l’integrazione di vitamina D.

Lo studio verrà condotto su 430 pazienti presso 50 centri italiani di ematologia.

“Il linfoma a grandi cellule B – spiega il Prof. Francesco Merli, coordinatore del progetto – è il più frequente tra tutti i linfomi e viene riscontrato con maggiore frequenza nei soggetti anziani. Nelle terapie per questo tipo di linfoma, la vitamina D può essere somministrata come integrazione farmacologica e alcuni studi suggeriscono che ciò corrisponda a migliorare dell’efficacia delle cure immuno-chemioterapiche. Lo studio clinico Previd per la prima volta proverà a dimostrare questa correlazione”.

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